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Triage di un endpoint compromesso: una checklist pragmatica

Una checklist sintetica per i primi 60 minuti su un endpoint sospetto: cosa raccogliere, cosa non toccare, come scrivere note utili in giudizio.


I primi 60 minuti

L’obiettivo non è capire tutto, è non distruggere nulla e raccogliere ciò che serve a capire dopo.

Step 1 — Isolamento di rete, non spegnimento

Disconnettere l’endpoint dalla rete (con strumenti EDR o quarantena VLAN). Spegnere significa perdere RAM e processi vivi.

Step 2 — Acquisizione volatile

In ordine di volatilità decrescente: memoria, processi attivi, connessioni di rete, sessioni utente, contenuto di clipboard, file aperti.

Step 3 — Acquisizione non volatile

Immagine forense del disco (write-blocker hardware o software), registry, event log, prefetch, scheduled tasks, run keys, persistence locations.

Step 4 — Catena di custodia

Hash SHA-256 di ogni artefatto, timestamp UTC, identificativo dell’operatore, descrizione dell’azione. Tutto su carta o sistema firmato. Niente fogli sparsi.

Non sottovalutare

Le note prese male nei primi 60 minuti sono il motivo per cui molte indagini si bloccano in fase processuale. Scrivere bene è una misura di sicurezza.


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